Fondant di cioccolato e fragoline di bosco

Fondant di cioccolato e fragoline di bosco

“Gli indiani si rammentano di quanto preziosa sia la vita con la storia dell’uomo che, rincorso da una tigre, scivola in un precipizio.

Cadendo nel vuoto il poveretto riesce ad aggrapparsi a un arbusto, ma anche quello comincia a cedere. Non ha scampo: sopra di se’ le fauci della tigre, sotto l’abisso.

In quel momento pero’, proprio li’, a portata di mano, fra i sassi del dirupo, l’uomo vede una bella fragolina rossa e fresca.
La coglie e…mai una fragola gli parve cosi’ dolce come quell’ultima”.

Da “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani

Ingredienti:
250gr cioccolato fondente, 125gr zucchero, 80gr burro, 4 uova, 40gr farina, 150 gr fragoline di bosco + 75gr zucchero.

Tempo di preparazione: 35 minuti Difficoltà: facile Dosi: 6 persone

Preparazione:
Preriscaldate il forno a 120°. Nel frattempo, in una boule a bagnomaria, fate fondere il cioccolato a pezzetti con il burro e lo zucchero. Quando il composto è liscio e omogeneo unitelo mescolando con cura alle uova precedentemente battute con la farina. Versate il tutto in uno stampo rettangolare e fate cuocere in forno già caldo per 20-25 minuti. Sfornate, fate raffreddare e tagliate il fondente a cubetti che andrete a servire con la salsa di fragoline preparata cuocendole a fiamma bassa per 15 minuti con lo zucchero.

Crostata frangipane di lamponi e pistacchi

Frangipane di lamponi e pistacchi

Chiamarla crostata suona quasi come un eufemismo… io la chiamerei piuttosto burro allo stato puro! Sta di fatto che è una vera delizia e, come mi è stato detto dalla signora per cui l’ho preparata: ” E’ certamente per palati sopraffini”. Certo è che i lamponi con i pistacchi ci vanno a nozze e anche lo sbalzo del colesterolo vi porgerà il cappello!!

Dedico quindi a voi, palati sopraffini, questa splendida ricetta…

Ingredienti:

Per la frolla: 175gr  farina 00; 50gr farina di mandorle; 25gr maizena; 1 uovo; 150gr burro; 100gr zucchero; un pizzico di sale

Frangipane: 200gr burro; 100gr pistacchi; 100gr mandorle pelate; 200gr zucchero a velo; 2 uova; un bicchierino di moscato. Qualche cucchiaio di confettura di lamponi; mandorle a filetti e granella di pistacchio q.to basta per la decorazione; mezzo cestino di lamponi; zucchero a velo.

Tempo di preparazione: 30minuti + Difficoltà: media Dosi: 8 persone

Preparazione:

Preparate la frolla setacciando insieme le farine e la maizena e impastando con  il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, l’uovo e il sale. Formate una palla e lasciatela riposare in frigo per 40 minuti.

Nel frattempo preparate il frangipane: montate il burro a lungo fino a renderlo spumoso, tritate finemente le mandorle e i pistacchi, mescolateli con lo zucchero a velo e aggiungete il tutto gradatamente alla crema al burro continuando a montare fino ad ottenere un composto omogeneo. Battete le uova con il liquore e aggiungete anche’esse al frangipane.

Preriscaldate il forno a 170°. Stendete la frolla in uno sfoglia sottile e rivestitevi il fondo e i bordi di una tortiera di 26 cm di diametro. Bucherellate il fondo con una forchetta e copritelo con la confettura di lamponi. Versatevi il frangipane e livellatene la superficie con una spatola. Ricoprite con le mandorle a filetti e la granella di pistacchio e fate cuocere in forno già caldo per circa 55 minuti.

Fate raffreddare la torta, poi decoratela con una striscia di lamponi freschi, spolverate con lo zucchero a velo e servite……

Terra madre

George Orwell diceva: “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”.
Ieri ho finalmente avuto l’opportunità di vedere Terra Madre, il film documentario di Ermano Olmi.
Vi riporto il trailer perchè credo fermamente non servano ulteriori parole.
Buona visione.

Nodini integrali

Nodini integrali

Un ritorno alle origini, ai tempi dedicati, alla calma, alla lentezza, alla dimensione del gioco, all’ansia dell’attesa, alla gioia per il risultato.
Si fa il pane e si torna a giocare… come quando si era bambini… si versa la farina sul tavolo, si aggiunge l’acqua e poi il lievito.
Si comincia ad impastare ed è la parte più bella: ci si sporca tutti di farina, le mani appiccicano e all’inizio sembra che ci sia qualcosa di sbagliato. Ma poi si persiste, si ripetono lentamente e a lungo gli stessi gesti e, piano piano, quella che sembrava una massa informe di elementi slegati, comincia a prendere una forma e un significato.
E ora ci vuole pazienza. Il pane deve lievitare, si deve prendere il suo tempo per crescere, con calma.
L’ansia dell’attesa aumenta e come bambini siamo curiosi e scalpitanti e ci sembra che il tempo trascorra troppo lentamente e i minuti sembrano infiniti.
Ma poi, finalmente, il momento atteso arriva, la magia si è compiuta e la polvere di fata sotto le nostre dita ha creato il pane.
Lo si inforna… ancora attesa… ma anche profumi e fragranze che si diffondono nella cucina e più si avvicina il termine della cottura, più inondano anche il resto della casa.
Ecco, è pronto. Croccante fuori e morbido e soffice dentro, dorato e soprattutto buonissimo nella sua semplicità.
Semplicemente pane.

Ingredienti:
400gr farina integrale, 200gr farina 0 manitoba, 300gr acqua tiepida, 30gr olio extra vergine d’oliva, un cucchiaino di malto, 13gr lievito di birra, due cucchiaini di sale e uno di zucchero.

Tempo di preprazione: 20min + Difficoltà: facile Dosi: 6 nodini

Preparazione:
Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida, aggiugete lo zucchero e il malto. Setacciate insieme le farine in un capiente recipiente, fate un buco al centro, versatevi l’acqua e lasciate lievitare coperto con un panno umido e tiepido per 15 minuti. Aggiungete l’olio e il sale sui bordi e impastate il tutto per almeno 15 minuti finoa d ottener eun composto omogeneo, morbido ed elastico. Lasciate lievitare coperto in luogo caldo per un’ora e mezza. Dividete l’impasto lievitato e raddoppiato in 6 parti uguali, allungatele come per ottenere un cordoncino e fate un nodo. Posizionate i nodini su una teglia rivestita di carta forno e lasciate lievitare ancora per 20 minuti. Nel frattempo portate il forno a 200°. Cucete i nodini per circa 20 minuti umidificando per i primi 5 minuti (inserendo in forno un cntenitore colmo d’acqua).

Vol au vent e muffin…

Vol au vant al pecorino e filetti di bresaola

Approfitto di questo ponte per recuperare un po’ di terreno e tempo perso nelle ultime settimane, in cui purtroppo non sono riuscita a dedicare molte attenzioni al mio blog… mi faccio perdonare oggi pubblicando  due ricette!

E così accontento anche i curiosi che mi hanno chiesto cos’altro c’era nel cestino da pic-nic oltre al cake di zucchine…  Vol au vent al pecorino e filetti di bresaola e muffin alle nocciole, una bottiglia di buon vino e due belle mele (che non possono mancare mai sulla mia tavola…anche se itinerante!)

Ingredienti per i Vol au vent:

Per la sfoglia: 180gr burro, 60gr farina (per panetto) + 60gr acqua, 120gr farina, 1 pizzico di sale (per il pastello). In alternativa potete usare della sfoglia già pronta.

Per la crema: 1lt di latte, 100gr farina, 50gr di olio, 50gr pecorino di media stagionatura. 100gr di bresaola.

Tempo di prearazione: 15 min + 2 ore Difficoltà: media Dosi: 4-6 persone

Preparazione:

Per preparare la pasta sfoglia seguite passo passo le indicazioni che trovate qui . Una volta pronta, stendetela sottile e ritagliate con un coppapasta dentellato un numero pari di cerchi. Foratene il centro di metà e sovrapponeteli a quelli rimasti interi, spennellate con un uovo battuto e informate a 200° per 10- 12 minuti. Lasciateli raffreddare e preparate la crema: portate a bollore il latte in un pentolino abbastanza capiente e in uno più piccolo miscelate la farina e l’olio con una frusta girando energicamente su fiamma media per 10 minuti. Unite questo composto al latte bollente, mescolate ancora con cura fino a che tutto sia perfettamente liscio e amalgamato e senza grumi. Salate, pepate, insaporite con una buona grattata di noce moscata e unite in ultimo il pecorino grattugiato.  Riempite i vol au vent pronti con una cucchiaita abbondante di questa salsa e decorateli con dei filetti di bresaola ottenuti tagliando a listarelle  sottili delle fette di bresaola stagionata.

Muffin alle nocciole

Ingredienti per i muffin:

200gr di farina; 30gr cacao amaro; 120gr di zucchero; 2 cucchiaini di lievito vanigliato; 250ml di latte fresco; 60gr di burro; 1 bustina di vanillina; 60gr di nocciole tostate + alcune per la decorazione.

Tempo di preparazione: 30minuti Difficoltà: facile Dosi: 12 muffin

Preparazione:

Per preparare qesti muffin ho seguito in linea di massima dosi e procedimento dei miei muffin al cioccolato : ho quindi sciolto il burro e una volta freddo unito al latte; ho setacciato la farina con il cacao, aggiunto lo zucchero, fatto un buco al centro, inserito il liquido e mescolato energicamente lasciando il composto grumoso. A questo punto ho tritato grossolanamente a coltello le nocciole e le ho unite all’impasto che poi ho versato negli appositi stampini da forno. Ho decorato ogni muffin con una nocciola intera e li ho messi a cuocere in forno già caldo a 180° per 25 minuti.

Buongiorno, con una buona notizia!

Premiati i custodi della

biodiversità

C’è Slimane Bekkay, un agricoltore algerino avvolto in una grande tunica bianca, è piccolo e porta una meletta minuscola ma profumatissima: senza di lui non esisterebbe più. C’è Isabella Dalla Ragione, che assieme al padre Livio creando Archeologia arborea ha salvato dall’estinzione la pera ghiacciola, che disseta più di un bicchier d’acqua, e la mela agostina, piena di liquido come una spremuta. Ci sono Carlo Petrini e Antonio Onorati, che si battono per difendere le basi genetiche e sociali dell’agricoltura. C’è Jose Esquinas-Alcazar, che prima ha raccolto 400 varietà di melone in Spagna e poi ha passato 22 anni alla Fao a difendere le diversità delle colture. Ci sono Panagiotis Sainatoudis, che ha recuperato 1.500 varietà vegetali e le ha distribuite a 30 mila contadini greci, e Ismail Abdel Galil, il fondatore della banca genetica del deserto egiziano. Sono i custodi della diversità nel Mediterraneo premiati in Campidoglio. Le loro sono storie di resistenza, resistenza alla pialla che livella il pianeta cancellando la ricchezza che la vita ha accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione.
Nella giornata mondiale dedicata alla difesa della biodiversità si fa il bilancio delle vittime. Un bilancio pesante: le specie scompaiono perché vengono distrutti gli habitat che le ospitano e perché il cambiamento climatico sta modificando i luoghi a una velocità mai sperimentata. E’ un danno planetario che si ripercuote su di noi come un boomerang. Secondo Biodiversity International entro la metà del secolo, a causa del caos climatico, colture fondamentali come il grano, l’avena e la segale saranno in grave difficoltà. E un mondo agricolo che faccia affidamento su poche varietà si troverà esposto alla crescente pressione delle malattie e dei parassiti: è quello che sta accadendo visto che delle 30 mila specie commestibili in natura ne usiamo solo 3 per ricavare il 60 per cento del nostro fabbisogno calorico.
Non va meglio in Italia. Alla fine dell’Ottocento si contavano 8 mila varietà di frutta, oggi si arriva a poco meno di 2 mila. Ma se non ce le teniamo strette anche loro in buona parte svaniranno. L’erosione della biodiversità in agricoltura è un processo silenzioso che non comporta la pubblicazione di liste rosse di specie in estinzione, ma mette in pericolo il futuro stesso dell’agricoltura e dunque il nostro equilibrio alimentare.
I custodi della diversità del Mediterraneo, con le loro battaglie concrete, hanno dimostrato che lo sterminio della biodiversità può essere fermato. «Se continuiamo a fare domande, se non ci arrendiamo, le risposte alla fine arriveranno», ha detto Slimane Bekkay.

Fonte:  la Repubblica.it

Cake salato di zucchine e mandorle

Cake salato di zucchine e mandorle

Ci sono dei giorni in cui apri gli occhi molto presto la mattina, prima del previsto, prima del suono della sveglia. Me stranamente non ti senti stanco, non hai più sonno e senti che ti devi alzare perchè c’è una vocina che solo orecchi attenti possono sentire che ti dice che questa mattina hai in corpo più energia del solito, che la giornata si preannuncia in discesa, che qualcosa si è già mosso… e che starà a te decidere come muovere il secondo passo. Conoscendomi molto bene, sapevo di per certo che questa scarica di energia avrebbe trovato espressione nelle due cose che più sento mie, Ale e la cucina. Quale il connubio perfetto tra le due anime? L’amorevole preparazione di un cesto da pic- nic per una pausa pranzo fugace, ma con un qualcosa di speciale…
Si comincia con un plum cake alle zucchine arricchito da pinoli e mandorle… il resto nei prossimi post!

Ingredienti:
5 zucchine, 3 uova, 120gr farina, 20gr pinoli, 30gr mandorle, 10gr lievito secco per torte salate, 130gr latte, 70gr olio extravergine d’oliva + 2-3 cucchiai, sale, pepe e noce moscata, 50gr tra pecorino e grana grattugiato, un cucchiaio di pangrattato,mandorle a lamelle, un cucchiaio di gomasio.

Tempo di preparazione: 25 minuti + Difficoltà: facile Dosi: 4 persone

Preparazione:
Lavate le zucchine, pulitele e tagliatele a rondelle sottili. Fatele saltare per 6-8 minuti in una padella con un paio di cucchiai di olio, salate, pepate e fate raffreddare. Sbattete le uova con le fruste elettriche, un pizzicotto di sale, pepe e abbondante noce moscata. Unite il latte intiepidito e l’olio. Tritate le mandorle al mixer molto finemente e unitele alla farina e al lievito e unite il tutto al composto di uova. Insaporite con il grana e il pecorino grattugiati, i pinoli e un cucchiaio di pangrattato. Aggiungete anche le zucchine e mescolate con cura. Rivestire uno stampo da plumcake con un folgio di carta forno bagnato e strizzato, riempitelo con il composto, completate con una spolverata di gomasio e con le mandorle a lamelle. Fate cuocere in forno già caldo a 190° per 45 minuti. Servite tiepido o freddo.

Mandorlati ai lamponi

Mandorlati ai lamponi

Ancora dolcetti, ma questa volta non ho permesso che uscissero dalla porta di casa!!! :-)
Iniziano a spuntare i primi lamponi qui e la tentazione di utilizzarli in un piccolo bocconcino dolce è stata troppo forte per resistervi… E così ecco sfornati questi deliziosi pasticcini, da prendere con due dita e gustare in un sol boccone. Durante la cottura si diffonde per la cucina un aroma intensissimo di nocciola e un profumo di lampone che fa venir voglia di mangiarli ancora caldi, bollenti, appena sfornati. Ormai mi conoscete e non serve specificare che questa voglia è venuta prima di tutti a me… devo dire che poche altre volte è stato tanto piacevole scottarsi le dita!

Ingredienti:
100gr di lamponi, 90gr burro, 100gr zucchero a velo, 85gr nocciole tostate e pelate, 3 albumi, mandorle a lamelle

Tempo di preparazione: 30 minuti Difficoltà: facile Dosi: circa 30 dolci

Preparazione:
Preriscaldate il forno a 200°. Tritate le nocciole riducendole in polvere e mescolatele con lo zucchero. Aggiungete il burro a temperatura ambiente a tocchetti e lavorate il tutto con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto amalgamato e morbido. Montate gli albumi a neve ben ferma e incorporateli all’impasto con delicatezza e cura fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Imburrate una trentina di stampini mignon o rivestiteli con dei pirottini e versatevi una cucchiaiata di composto. Lavate con delicatezza i lamponi, tamponateli e mettetene uno al centro di ogni dolcino, coprite con le mandorle a lamelle e cuocete in forno ben caldo per circa 15 minuti. LASCIATE RAFFREDDARE e deliziate il vostro palato!

Pasticceria mignon

Pasticceria mignon

Giusto un post fa dicevo che stavo esagerando con i dolci, che dovevo darmi una regola, che sentivo il bisogno di leggerezza, ecc… e adesso esco con queste piccole, pure tentazioni?? Qualcosa non funziona… eh già, peccato che in questo caso, volente o nolente, io abbia dovuto tenere fede al mio patto “pro light”… questo vassoio di pasticcini infatti è solo stato creato nella mia cucina e racchiuso da uno scatto, ma gelosamente custodito per essere consegnato ad un’amica che me l’ha richiesto per concludere in dolcezza una cena di compleanno…
Questa volta quindi, in fatto di gusto, dovrete chiedere altrove, ma la ricetta la condivido volentieri…

Ingredienti:
Per le tartellette alla frutta: 300gr farina, 165 burro, 130 zucchero, 3 tuorli, 1 pizzico di sale, la scorza di un limone grattugiata, 1 bacca di vaniglia raschiata, frutta fresca (io ho usato fragole, more, lamponi, mirtilli)
Crema pasticcera: 500 ml latte fresco intero, 200gr zucchero, 5 tuorli, 40gr amido di mais, la scorza di un limone grattugiata.
Per le tartellette con ganache: 200ml panna fresca, 100gr cioccolato fondente, 100gr cioccolato bianco, nocciole tostate, 1 pera, 100ml acqua, 50 gr zucchero di canna.
Per i bignè: 4 uova, 125gr farina, 125gr acqua, 90gr burro, 1 pizzico di sale.
Salsa nera: 50gr cacao amaro; 50gr zucchero; 100gr acqua.
Per i trancetti alle more: 1 vasetto di creme fraiche, 3 cucchiai di marmellata di more, 2 vasetti di zucchero, 3 vasetti di farina, 1 vasetto di olio, 3 uova, 1 bustina di lievito, more fresche.
Crema chantilly: 1/3 di panna montata e 2/3 di crema pasticcera.

Preparazione:
Per la base delle tartellette preparate una frolla semplice come indicato qui. Fatela riposare e stendetela in una sfoglia molto sottile (in modo che i pasticcini si sciolgano in bocca) e foderatevi tanti stampi da tertellette che farete cuocere in bianco (con all’interno un peso) in forno già caldo a 200° per 12 minuti.  Fate raffreddare e farcitene metà con la crema pasticcera che preparerete seguendo questa ricetta e la frutta fresca , spolverizzata da zucchero a velo.

La restante metà sarà la base per le tartellette al cioccolato bianco e nero. Preparate le due ganache portando ad ebollizione la panna e versandola a filo sul cioccolato sminuzzato, mescolate fino ad ottenere un composto perfettamente liscio e lasciate raffreddare. Sciroppate la pera: tagliatela in quarti e mettetela a bollire per 4-5 minuti in una miscela di acqua e zucchero di canna ( perfettamente sciolto). Farcite metà delle tartellette con dadini di pera sciroppata e copriteli con la ganache nera, l’altra metà con la ganache bianca e una nocciola intera. Tenete al fresco.

Per preparare i bignè seguite queste istruzioni e farcitene metà con un pò della crema paticcera che avrete avanzato e un pò con la crema al cioccolato preparata miscelando della pasticcera con la salsa nera. Spolverizzate i primi con zucchero a velo e i secondi con cacao amaro.

Con la crema pasticcera che vi rimane preparate la chantilly che vi servirà per farcire i trancetti alle more ( pesate la crema e montate 1/3 del suo peso di panna fresca. Miscelate bene il tutto con delicatezza e tenete al fresco). La base dei trancetti è una torta soffice simil torta allo yogurt ma con la sostituzione di quest’ultimo con una più calorica, ma più delicata creme fraiche: amalgamate la creme fraiche con la marmellata di more e verstela in una capiente terrina, aggiungete lo zucchero e le uova e lavorate bene il composto con le fruste elettriche fino a che diventa cremoso. Sempre mescolando, unite la farina, il lievito e l’olio. Versate il composto in uno stampo a cerniera di 24 cm di diametro imburrato e infarinato, livellatelo con la spatola e coprite con cerchi concentrici di more fresche. Infornate a 180° per 35-40 minuti. Fate raffreddare e tagliate la torta in due dischi che bagnerete con una miscela di acqua e maraschino ( 1 dose di maraschino, 1 di zucchero e 2 di acqua) e farcirete con la chantilly. Spolverizzate di zucchero a velo e tenete in frigorifero per almeno un’ora prima di tagliarla a trancetti e posizionarla nei pirottini.

Torta salata light

Torta salata light

Diciamo solo che in questo periodo sto decisamente esagerando, soprattutto con i dolci… purtroppo la mia gola non riesce facilmente ad essere tenuta a bada e così finisco per lasciarmi tentare un po’ troppo spesso da piccole delizie di pasticceria… il risultato è un pervasivo senso generale di pesantezza (e diciamo pure tutta la verità, anche qualche chiletto in più… ) Insomma mi ritrovo ad inneggiare ad un po’ di leggerezza, senza però nulla togliere al gusto. Ed ecco così una torta salata buona ma light…

Ingrendienti:

Farcia: 800gr spinaci freschi, 250gr ricotta di capra freschissima, 2 cipollotti, 2 cucchiai di olio, sale, pepe, noce moscata.

Pasta: 200gr farina di farro, 100gr farina di grano duro, 50gr olio extravergine d’oliva, acqua.

Tempo di preparazione: 30 minuti + Difficoltà: facile Dosi: 6 persone

Preparazione:

Per la pasta: setacciate le farine in una ciotola capiente, aggiungetevi due pizzicotti di sale e iniziate a dar forma all’impasto aggiungendo a poco a poco una miscela di olio e acqua quanto basta per ottenere un composto sodo ma morbido. Formate una palla e lasciatela riposare coperta sotto un panno umido per una mezz’oretta. Nel frattempo preparate la farcia: lavate e pulite i cipollotti, tagliateli a rondelle sottili e metteteli a bagno in acqua fredda in modo che risultino più digeribili. Lavate gli spinaci e lessateli in pochissima acqua salata per circa 3-5 minuti, scolateli e lasciateli raffreddare quindi strizzateli e tritateli a coltello grossolanamente. Lavorate la ricottina con un cucchiaio di legno per renderla ben morbida (potete aggiungere un goccio di latte), insaporitela con sale, pepe,  noce moscata e un cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Unitevi  gli spinaci sminuzzati e i cipollotti scolati mescolando bene il tutto. Riprendete la pasta e stendetela in un disco sottile con cui andrete a rivestire uno stampo per crostate coperto da carta forno, bucherellate il fondo e versatevi la farcia. Richiudete la pasta creando un disegno ondulato lungo il bordo e cuocete in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti (se vi avanzasse della pasta potete stenderla sottile, tagliarla a quadratini, bucherellarla e infornare a 200° per 5 minuti… otterrete una sorta di crackers molto croccanti che diventano ottimi pennellati ancora caldi con una miscela di acqua e olio e finiti con un pizzicchino di sale grosso).